Tribunale del Vicariato

Processi matrimoniali a Roma e nel Lazio

Le cause di nullità di matrimonio, erroneamente denominate “annullamenti di matrimonio”, sono, a norma del Motu Proprio Mitis Iesus, normalmente giudicate in prima istanza presso il tribunale diocesano, interdiocesano o regionale competente, in ragione del domicilio delle parti, della celebrazione delle nozze o del luogo in cui si trovano la maggior parte delle prove. Nel Lazio, ad oggi, vi sono tre tribunali competenti per le cause di nullità matrimoniale in prima istanza: il Tribunale diocesano di Palestrina, il Tribunale diocesano di Rieti e il Tribunale di Prima Istanza per le cause di nullità di matrimonio di Roma, anche conosciuto come Tribunale del Vicariato, quest’ultimo competente per tutte le diocesi eccetto le succitate Rieti e Palestrina. Tribunali di appello sono in Tribunale di Appello del Vicariato e la Rota Romana.

La parte convenuta

La parte convenuta (cioè chiamata in giudizio) può costituirsi nominando un proprio patrono, rimettersi alla giustizia del tribunale partecipando o meno all’istruttoria, o rifiutarsi di partecipare, essendo così dichiarata assente dal giudizio. È peraltro sempre consigliabile che anch’essa partecipi al processo, contribuendo così all’accertamento della Verità, e presentando eventualmente, con l’aiuto di un avvocato, anche prove a sostegno della sua posizione.

La parte attrice

La parte attrice (cioè che introduce la causa) può costituirsi nominando un proprio patrono di fiducia o avvalersi di un patrono stabile fornito dal tribunale o, se ne ricorrano i requisiti, richiedere il gratuito patrocinio.

I costi e le tempistiche

Nel caso in cui entrambe le parti siano d’accordo e la nullità di matrimonio sia di tutta evidenza, le parti potranno chiedere che la causa sia trattata con un processus brevior e giudicata dal Vescovo competente. In questo processo è di particolare importanza la difesa tecnica di un avvocato, che possa provvedere alla raccolta delle prove nella fase pregiudiziale. Non è al momento previsto un tariffario, ma rimane salvo il principio generale di un giusto onorario. Ferma restando la gratuità assoluta per gli indigenti, nelle cause ordinarie le spese processuali ammontano a 525,00€ per la parte attrice e 262,50€ per il convenuto. L'onorario dell’avvocato di fiducia in prima istanza vara da un minimo di 1575,00€ ad un massimo di 2992,00€, a cui si aggiungono le spese di studio, l'IVA, le trasferte ecc. I tempi di una istanza variano a seconda del tribunale adito e della complessità della causa, da un minimo di 18 mesi ad un massimo di 3 anni.
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